Giuseppe Cataldo

Giuseppe Cataldo

 

 

Sacerdote, nacque il 17 marzo 1837.

 

Missionario viaggiò per mezza America, per predicare, parlare, convertire e formare comunità cristiane, essendo interprete vigoroso del Vangelo in un contesto religioso, sociale, economico e culturale che comportava sfide coraggiose.

 

La sua figura si collega alla conquista del West alla storia dei cow boy e a quelli indiani. Fu infatti infaticabile apostolo e pacificatore dei pellirosse delle Montagne Rocciose, fondatore di Spokane, dove realizzò istituti di studio e di assistenza.

 

Il suo nome sopravvive nell'amore perenne delle tribù, da lui redente nel segno di Cristo e nella città che il Governo degli Stati Uniti riconoscente ha voluto intitolare a suo nome. Padre Cataldo morì nel 1928.

Francesco Paolo Evola

 

Francesco Paolo Evola

 

 

Sacerdote, veniva dalla scuola classica del Seminario di Monreale, vera roccaforte di studi umanistici di gloriose tradizioni.

 

Fra gli altri era stato suo maestro monsignor Giuseppe Fiorenza. Scrisse articoli e saggi sul pensiero sociale cristiano di cui era strenuo assertore.

 

Ma le sue capacità di studioso sono testimoniate dal Ricordo storico sulla Parrocchia Maria SS. delle Grazie di Terrasini, che è poi la storia del paese, e dalla biografia del servo di Dio Antonio Augusto Intreccialagli, arcivescovo di Monreale, del quale egli fu apprezzato e valoroso collaboratore come vicario generale.

 

Monsignor Evola fu sempre un lavoratore instancabile, dedito con abnegazione e competenza agli uffici che gli erano stati affudati: rettore di cinque seminari, vicario generale, professore, assistente di Azione Cattolica, parroco.

 

Morì in odore di santità.

Vincenzo Madonia

 

Vincenzo Madonia

 

 

Nato il 6 Marzo 1891, morto a Monte Sei Busi, nei pressi di Polazzo (Go) il 25 luglio 1915.

 

Arruolato nel 1911 nel plotone allievi ufficiali dell'86° reggimento fanteria, nel marzo 1913 ottenne la nomina a sottotenente di complemento nel 75° reggimento della brigata Napoli.

 

Congedato nel 1914, riprese il suo lavoro nell'azienda agricola paterna.

 

All'entrata in guerra dell'Italia, fu richiamato ed assegnato al 16° reggimento della brigata Savona. Combattè valorosamente nella prima battaglia dell'Isonzo.

 

In un'azione contro le trincee austriache del 2 luglio 1915 si meritò una medaglia di bronzo. Cadde pochi giorni dopo sul Monte Sei Busi.

 

Gli è stata assegnata la medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

 

Il suo nome è riportato tra i decorati nella stele eretta nel Giardino inglese di palermo a cura della sezione provinciale di Palermo dell'Istituto del Nastro Azzurro.